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Maremma

Il Brigantaggio in Maremma

Il diciannovesimo secolo, per la Maremma, rappresenta forse il periodo più buio della sua storia.
E’ durante questo secolo, infatti, che prende vita il fenomeno del brigantaggio. Era prassi in quei tempi, che i malviventi si dessero alla macchia. Impenetrabile e ricca di numerosi anfratti e grotte, la macchia mediterranea maremmana forniva una fitta rete di nascondigli ideali per chiunque voleva sottrarsi alle forze dell’ordine.
Fu così, infatti che per un intero secolo, numerosi briganti ebbero modo di perpetrare impuniti, rapine, estorsioni ed omicidi. Alcuni, istituirono addirittura una sorta di tassazione per i proprietari terrieri ed i possidenti dell’epoca i cui proventi, in piccola parte, venivano utilizzati per fornire cibo alle popolazioni più povere che in cambio assicuravano protezione e copertura ai banditi.
I banditi più noti dell’epoca furono Fumetta, Bustrenga, Marintacca, Biscarini, Pastorini, Basilietto, Biagini, Bettinelli, Fioravanti e Tiburzi.
Il più famoso di tutti, però, è stato senza ombra di dubbio Domenico Tiburzi che da 1872 al 1896 impose la sua Legge nei territori della bassa Toscana e dell’alto Lazio. Nato a Cellere il 28 maggio 1836 Tiburzi si dette alla macchia nel 1867 quando la sera del 24 ottobre uccise Angelo del Bono, reo di averlo multato per il furto di un fascio d’erba nella tenuta del Marchese Guglielmi dove egli svolgeva la mansione di guardiano. Dopo soli due anni di latitanza fu arrestato e tradotto in carcere a Tarquinia da dove evase nel 1872. Da quel momento e fino al giorno della sua morte, avvenuta per mano dei Carabinieri di Capalbio e di Marsiliana il 24 ottobre 1896, Tiburzi divenne il Re incontrastato della Maremma, godendo della protezione degli abitanti della zona.
La Leggenda narra che rubava ai ricchi per donare ai poveri. Impose, infatti, una vera e propria tassazione dei proprietari terrieri e dei signorotti, utilizzando parte dei proventi per donare provviste alle famiglie povere ricevendo in cambio protezione e copertura. Fu così che il nome di Tiburzi entrò a far parte della storia della Maremma diventando Leggenda.

Giardino dei Tarocchi

Parco ideato da Niki de Saint Phalle ( 1930 – 2002 ) è la rappresentazione di 22 Arcani Maggiori in statue in cemento armato rivestite in coloratissimo mosaico alte fino a 15 metri. Immerso in un uliveto secolare è meta di centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

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Parco Naturale della Maremma

Popolato da una moltitudine di animali selvaggi, uccelli rarissimi e branchi di cavalli maremmani e vacche maremmane che pascolano allo stato brado, il Parco dell’Uccellina è considerato l’emblema stesso della Maremma. Percorso da numerosi sentieri che arrivano fino al mare, può essere visitato in mountain byke, a cavallo, in canoa e facendo trekking.

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Riserva Naturale W.W.F. di Burano

Meta privilegiata di moltissime specie di uccelli migratori, il lago è situato a pochi metri dal mare dal quale è separato da una stretta fascia di dune mediterranee.

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Pitigliano - Sorano - Sovana - Saturnia

Si tratta sicuramente dei paesi più belli della collina maremmana. Sovana, ex residenza Pontificia, è considerata la perla della Maremma. Una volta entrati nel centro storico ci si ritrova nel medioevo. Negozi di antiquariato e di rilegature in cuoio danno la possibilità ai visitatori di acquistare oggetti unici e preziosi. Da visitare la chiesa e la Tomba Ildebranda. Saturnia, celebre località termale, è tappa obbligata di chi ha cura del proprio benessere. Si consiglia un bagno notturno nelle cascate termali più alte d’Europa. Sorano, piccolo borgo medioevale, ospita la Fortezza Orsini dove esperte guide vi accompagneranno in un’affascinante viaggio sotterraneo. Pitigliano, sicuramente il paese più bello dell’intera Maremma, ospita la Sinagoga e il Palazzo Orsini. Tra le sue vie si possono visitare numerose cantine private che, scavate col piccone si addentrano nella montagna di tufo per diverse centinaia di metri dove si conservano alla temperatura costante di 12 gradi i pregiati vini. Da non perdere lo spettacolo notturno mozza fiato del paese e dell’acquedotto illuminati.

Virtual tour Saturnia | Virtual tour Sorano

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Monte Argentario e Isole del Giglio e Giannutri

Meta del turismo d’elite da mezzo secolo, il Monte Argentario, si presenta ricco di spettacolari calette dove le sue acque limpidissime mostrano i suoi bellissimi fondali. Da visitare Porto Ercole, Porto Santo Stefano, la strada panoramica e le bellissime fortificazioni spagnole. Circa 17 km al largo dell’Argentario sorge l’isola del Giglio dove una ricchissima vegetazione si sposa con eccezionali fondali ricchi di numerosi relitti. Giannutri, chiamata anche l’isola dei gabbiani offre fondali unici ricchi di scenari cavernosi formati da rocce calcaree abitati da innumerevoli varietà di pesci. Da segnalare la villa romana del 1° secolo d.C.

Virtual tour Monte Argentario

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Centro Storico di Capalbio

Classificatosi al 1° posto in Italia nel 2007 per la qualità delle acque marine e per i servizi turistici offerti ricevendo le 5 vele blu di Legambiente, Capalbio sorge nel bel mezzo di una straordinaria vegetazione mediterranea che regala colori e profumi unici. Gode di un’incantevole panorama sul lago di Burano e sull’intera costa d’argento e, all’interno delle sue mura medioevali perfettamente conservate, si possono visitare il castello che ospita il Forte Piano di Giacomo Puccini e la chiesa di San Nicola ricca di affreschi trecenteschi e rinascimentali. Fuori le mura, invece, da non perdere l’Oratorio della Provvidenza, dove è conservato un affresco attribuito al Pinturicchio

Virtual tour Capalbio

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Parchi Archeologici

Abitata dagli Etruschi fin dal settimo secolo a.C. la fascia costiera maremmana è ricchissima di siti archeologici quali Tarquinia, Vulci, Cosa e Talamone. Per gli appassionati, quindi, vi è la possibilità di ammirare eccezionali reperti nonché bellissime necropoli a picco sul mare.

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